domenica 24 settembre 2017

14° convegno ufologico delle Marche

A Chiaravalle si parlerà di UFO con esperti mondiali

Domenica 1 ottobre all’Auditorium della Croce Gialla di Chiaravalle si terrà il convegno organizzato da Mirco Brunelli al quale parteciperanno relatori di fama mondiale

CHIARAVALLE  – Dal giorno in cui l’uomo d’affari Kenneth Arnold ne avvistò una formazione sul monte Rainier negli Stati Uniti, il 24 Giugno 1947, i cosiddetti “dischi volanti” sono stati segnalati a più riprese in tutto il mondo.

La sigla anglosassone UFO, coniata dall’USAF, l’aeronautica militare americana, indica questo fenomeno persistente ed inspiegato. L’evento verificatosi a Roswell, sempre negli USA, il 2 luglio 1947, è considerato il primo caso di contatto degli esseri umani con un Ufo. La vicenda divenne famosa perché per gli ufologi a Roswell si verificò lo schianto di un UFO e il presunto recupero di materiali extraterrestri, tra cui cadaveri alieni, da parte dei militari statunitensi. Domenica 1 ottobre, dalle 15,30, all’auditorium della Croce Gialla di Chiaravalle si partirà proprio da qui: “Dopo Roswell, l’inizio di una nuova era?”, è infatti il titolo del 14° convegno ufologico delle Marche, organizzato dal chiaravallese Mirco Brunelli, noto ufologo, che vedrà tra i relatori Roberto Pinotti, fondatore e segretario generale del Centro Ufologico Nazionale, e lo scrittore e giornalista Maurizio Baiata.

«Settant’anni di ufologia – afferma Brunelli – e a conti fatti, fra il 1947 e il 2017, abbiamo oltre 12 mila dossier ufficiali dei militari USA, oltre 700 dei quali rimasti inspiegabili. 1.700, invece, i dossier agli atti dello stato francese raccolti dal 1977, il 28% dei quali resta ugualmente inspiegato. Circa 500 i casi tuttora inspiegati registrati in Italia dal Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica Militare, mentre il Centro Ufologico Nazionale (CUN) ha agli atti oltre 12 mila rapporti, lo stesso numero di quelli USA. Troppi? No.

Oggi si dispone di circa 1 milione di casi documentati, almeno 200 mila dei quali sono di fonte istituzionale, da quelli della Royal Air Force britannica a quelli del KGB dell’ex URSS. Nessuno ormai osa più dire che il fenomeno degli Ufo non è reale. Anzi, perfino la chiesa cattolica – sottolinea Brunelli – ha significativamente tradotto nella sua lingua ufficiale, il latino, la sigla UFO (Unidentified Flying Objects, oggetti volanti non identificati): Res Inexplicatae Volans.

Nei primi 50 anni (1947-1997) erano state raccolte circa 2.000 fotografie, ma negli ultimi 20 anni, grazie alla foto digitale e ai telefonini diffusi a livello planetario, ne sono saltate fuori altre 8mila, con una crescita numerica esponenziale. Già, ma quali sono quelle autentiche? Le falsificazioni accertate sia nei primi 50 anni che negli ultimi 20 restano in effetti nell’ordine del 10 per cento, mentre il resto documenta le inspiegate ‘cose che si vedono nel cielo’ di junghiana memoria». Di questo e di molto altro si parlerà a Chiaravalle domenica 1 ottobre con esperti di fama mondiale.

Fonte: http://www.centropagina.it/jesi/chiaravalle-1-ottobre-si-parla-ufo-esperti-mondiali/

martedì 30 maggio 2017

Ufologiamarche intervista Leonardo Dragoni sul tema crop circles

In occasione dell'uscita del suo nuovo libro "Cerchi nel grano. Tesi e confutazione di un fenomeno discutibile", abbiamo proposto a Leonardo Dragoni una serie di brevi domande sul tema dei cerchi nel grano (o crop circles), figure geometriche che dagli anni novanta ad oggi appaiono ogni anno in diverse parti del mondo e che sono oggetto di un lungo e controverso dibattito da parte di ricercatori e non sull'origine misteriosa di questo fenomeno.
Abbiamo già intervistato Leonardo nel 2011 (link all'intervista completa) in occasione dell'uscita della prima edizione del suo libro "La Verità sui Cerchi nel Grano, Tesi e confutazioni di un fenomeno discutibile", ediz. Alvorada e già allora, come oggi, ci teniamo ad esprimere tutto il nostro consenso ed appoggio al lavoro svolto in quanto crediamo che sia giusto e necessario porre l'attenzione ad alcuni dettagli che normalmente si tralasciano quando si è in presenza di un cerchio nel grano e soprattutto quando si leggono notizie ed affermazioni riguardanti il fenomeno senza però andare a fondo della fonte che molto spesso risulta controversa e non supportata da prove a sostegno. Il libro cerca di fornire una visione più chiara di tutti gli aspetti che ruotano dietro questo vasto e intricato fenomeno dei crop circles, dove ognuno è libero comunque di farsi la propria opinione in merito.

Segue ora l'intervista (disponibile anche in formato pdf: clicca qui)

Bentrovato Leonardo, sono passati circa 6 anni dalla prima edizione del tuo libro "La verità sui Cerchi nel Grano" e dalla nostra prima intervista su questo fenomeno affascinante e controverso che è quello dei cerchi nel grano (o crop circles in inglese).
Cosa è cambiato dal 2011 ad oggi? Quali sono le ultime novità in tema?

È cambiato che siamo sei anni più vecchi, caro Michele. Per il resto non mi pare sia cambiato granché. Direi che si è confermato e rafforzato quanto già era emerso negli anni addietro, senza grandi sconvolgimenti né novità epocali. Anzi mi sembra che il fenomeno sia in flessione.


Statistiche alla mano ho notato che negli ultimi anni, sia a livello internazionale ma soprattutto in quello nazionale, il numero dei cerchi nel grano è fortemente diminuito. In Italia per esempio (apprendo dal tuo sito web: www.cropfiles.it) si è passati da 13 formazioni rilevate negli anni 2011/2012 per poi scendere drasticamente fino a soli 2 crop circles registrati lo scorso anno.
Quali sono secondo te le cause di questa discesa esponenziale nel numero di apparizioni in tutto il mondo?

Esatto.
Stando all’ultimo quadriennio a me risulta che nel 2013 ci sono stati poco meno di cento casi (dieci in Italia), nel 2014 poco più di cento casi (ma solo cinque in Italia), nel 2015 circa ottantacinque casi (e ancora cinque in Italia) e nell’ultima stagione (2016) meno di settanta casi (e solo due in Italia). C’è un innegabile ridimensionamento, almeno dal punto di vista meramente quantitativo/numerico. Bisognerebbe però capire se invece ci sia un incremento qualitativo (che nel lungo periodo appare evidente), e se – come sospetto – in alcuni paesi possa esserci una controtendenza, cioè un incremento anche quantitativo. L’Italia è stata tra i primi paesi Europei a conoscere e sviluppare questo fenomeno. Il boom da noi c’è stato nei primi anni del Duemila ed è durato fintanto che c’è stato un dibattito e un’esposizione mediatica consistenti. È possibile che in altri paesi il fenomeno sia stato scoperto (mediaticamente) più tardi, e quindi l’intero processo sia ritardato, e magari mentre da noi il fenomeno si sta lentamente spegnendo lì al contrario stia vivendo la più prolifica delle primavere.
Comunque la tendenza generale è al ridimensionamento. C’è una evidente flessione. Se ricordo bene già sei anni fa dissi che avevo la sensazione che il fenomeno era entrato nella sua fase discendente, e oggi temo di essere stato buon profeta.
Le cause? Credo che anno dopo anno aumenti la consapevolezza attorno alla reale natura e origine di questo fenomeno, che ha ben poco di esotico e misterioso, men che mai di ufologico. Venendo gradualmente meno l’alone di mistero, si dirada la nube di mistificazioni che circonda i crop circles, i quali si mostrano sempre più per quello che realmente sono: opere d’arte, in particolare di una forma specifica di arte chiamata land-art. Affascinante, certo, ma non quanto il sospetto – o anche solo l’illusione – che possa trattarsi di una forma di comunicazione aliena. Una volta che l’illusione cessa, l’interesse inevitabilmente scema.


E' di qualche mese fà la dichiarazione del dott. Horace Drew, dottorato di ricerca in chimica presso il California Institute of Technology, il quale afferma che dietro i crop circles si nasconde un preciso e profondo messaggio per l'umanità e che sia possibile distinguere i cerchi autentici da quelli falsi creati da burloni.
In base alla posizione espressa nel tuo libro la tua opinione in merito a tali dichiarazioni sembra essere scontata, ma la domanda che ti vorrei fare invece è la seguente: se io mi trovassi di fronte ad un crop circle e vorrei addentrarmi nel mistero cercando di capirne la sua origine, esiste un vero metodo scientifico riconosciuto, o comunque un protocollo da seguire per distinguere la natura autentica di un cerchio nel grano? Quali sono gli elementi da ricercare per escludere che si tratti di un falso?

Ti risponderò con una domanda: quali prove porta il dott. Drew a sostegno della sua teoria? Nessuna. A dire il vero non la definirei neppure una “teoria” (che presupporrebbe la previsione di qualcosa in base a formulazioni logiche, coerenti, e basate su indagini empiriche) ma piuttosto un’ipotesi bislacca, francamente campata in aria, perché si regge esclusivamente su gratuite dichiarazioni di fede.
La distinzione tra cerchi “autentici/genuini” e “falsi/hoax” è preconcetta e fuorviante, poiché presuppone già che esistano dei cerchi creati dall’uomo (che sono falsi) e altri creati da misteriose intelligenze aliene (autentici). Non è così. Non posso qui elencare e discutere tutte le presunte “anomalie” secondo le quali sarebbe possibile distinguere tra un cerchio genuino e uno falso. Molte pagine del mio libro sono dedicate proprio a questo, a smontare questo assunto. Mi limito qui a ricordare che ci sono stati in passato moltissimi cerchi realizzati da circlemakers (artisti, letteralmente creatori dei cerchi) che sono stati esaminati da “esperti” mondiali di cerchi nel grano, e da costoro dichiarati indubitabilmente autentici, alieni. Famosa rimane l’affermazione di Pat Delgado nel 1991 (“Questa non può in nessun modo essere una bufala. È il miglior momento della mia ricerca”. – Cfr. Graham Brough, Men who conned the world, in “Today”, 9 Settembre 1991, pp. 1-2; 11-12.), ma di casi analoghi ce ne sono tantissimi. Ti posso assicurare che no, non esiste alcun protocollo o analisi o esame per stabilire la natura di un cerchio nel grano, perché i crop circles sono tutti veri (stano lì, indiscutibilmente) e sono tutti falsi (realizzati dall’uomo).


I crop circles sono a tutti gli effetti una forma di Land Art e come tale, specialmente negli ultimi anni, si constata un aumento di figure nei campi a scopo pubblicitario commissionate da aziende famose che vanno dal settore alimentare fino a quello automobilistico.
E' questo il futuro del fenomeno dei crop circles?

In realtà sono molti anni che esiste una componente commerciale e pubblicitaria legata a questo fenomeno. Su un tema analogo scrissi tempo fa un breve articolo intitolato “Cerchi nel grano e business, quale legame?” (http://www.cropfiles.it/articoli/cropbusiness.html). Forse i precursori furono i Led Zeppelin, quando nel 1990 fecero uscire la raccolta “Remasters” con impresso sulla copertina il crop circle apparso nel Luglio di quell’anno presso Alton Barnes, adombrato dal passaggio di un dirigibile Zeppelin.
L’ultimo in ordine di tempo è stato il cerchio nel grano in Val d’Arbia, provincia di Siena, che pubblicizza l’avvento di un nuovo biscotto del Mulino Bianco, la cui pubblicità sta andando in onda proprio questi giorni in televisione.
Non so dirti se sia questo il futuro dei crop circles, ma se dovessi scommettere un euro direi di no. Questo mi sembra piuttosto un aspetto collaterale e residuo, che vive a margine del fenomeno stesso. Se il fenomeno morisse, anche il potere commerciale di questa forma di pubblicità credo che ne risentirebbe in negativo.


L'immagine del crop circle presente nella copertina del tuo libro parla chiaro, il fenomeno dei cerchi nel grano nella regione Marche ha lasciato il segno. Il caso ha voluto che proprio il 2011, anno di uscita della prima edizione del tuo libro, sia stato l'ultimo che ha registrato dei cerchi nel grano nelle Marche, almeno fino ad oggi.
Pensi che questo periodo di "crisi" in questa regione e in Italia sia passeggero oppure il fenomeno si stà avviando inesorabilmente verso la sua conclusione?

Si in Italia abbiamo eccellenti circlemakers, e credo si possa dire che Montegranaro nelle Marche è stata (prima di Poirino in Piemonte) la capitale dei cerchi nel grano. Ho però la sensazione che i fasti di un tempo non torneranno, e che il fenomeno si stia inesorabilmente consumando, a causa di una decrescita dell’interesse dovuta soprattutto a un aumento di consapevolezza da parte del pubblico, dei media e degli stessi addetti ai lavori.


Pensando al futuro, quali saranno i tuoi prossimi progetti su questo tema?

Nell’immediato non ho progetti che riguardano i cerchi nel grano. Sto scrivendo dei volumi sulla storia dei crop circles, e sono arrivato dalle origini agli anni Novanta. Magari in futuro potrò completare questo lavoro sugli anni più recenti, forse.
Tuttavia ho la sensazione che da parte del grande pubblico ci sia ben poco interesse a conoscere approfonditamente questa tematica, e che gli stereotipi e i luoghi comuni attorno a questo fenomeno tendono a riciclarsi invariati negli anni, incuranti del fatto che il dibattito specialistico e internazionale abbia abbondantemente e definitivamente sciolto quei nodi che pure vengono ripresentati ogni volta. Tieni conto che sui crop circles si sapeva sostanzialmente tutto già nei primissimi anni Novanta. Quello che è accaduto negli ultimi venticinque anni è sostanzialmente un continuo remake dello stesso film. Questo per un ricercatore serio è un po’ frustrante. Quando oggi vedo la foto di un palese allettamento naturale (grano schiacciato da vento e pioggia) e leggo sul quotidiano di turno che sono stati allertati gli esperti ufologi per esaminare l’area… all’inizio mi faceva ridere, adesso un po’ mi deprime.


Qual'è il cerchio nel grano che nella storia del fenomeno ti ha colpito più di tutti? E perchè?

Di crop circles bellissimi da vedere, e tecnicamente complessi da realizzare ce ne sono tanti, non saprei sceglierne uno. Dal punto di vista personale ed emotivo, per il significato che ha avuto per me, il cerchio nel grano più importante è stato proprio quello di Montegranaro del 2005 (http://www.cropfiles.it/cropcircles-2005/Montegranaro-25giugno2005.html), che posso dire di aver scoperto io, e che poi sarebbe diventato un caso internazionale nonché la copertina del mio libro.


Chiudiamo questa intervista con una domanda fatidica: si riuscirà mai, secondo te, a svelare definitivamente il mistero che si cela dietro i cerchi nel grano, oppure ci sarà sempre "qualcosa" o "qualcuno" che non permetterà di far cadere l'ago della bilancia da un lato piuttosto che dall'altro?

Caro Michele, a mio avviso il mistero è già definitivamente svelato, al di la di ogni ragionevole dubbio. Credo che chiunque abbia studiato a fondo la questione, senza paraocchi e con onestà intellettuale, non può che essere giunto alle mie stesse conclusioni.
Sono convinto che i cosiddetti believers (coloro che credono alla natura esotica o aliena dei pittogrammi) siano divisibili in due grandi categorie: quelli poco e/o male informati, che quindi cambierebbero idea se approfondissero davvero la questione con spirito critico; e quelli assoluti, che invece vogliono credere, lo desiderano al di al della ragione e dell’evidenza. Come coloro che credono che Gesù sia davvero nato da una vergine. Saresti capace tu di convincerli che è impossibile?


Grazie Leonardo per la tua disponibilità, è stato un vero piacere.

Grazie a te Michele, e a tuoi lettori, il piacere è stato mio.


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Potete scaricare questa intervista in formato pdf al seguente link:
http://www.ufologiamarche.altervista.org/relazioni/Intervista_Leonardo_Dragoni_2017.pdf

Per maggiori informazioni sul libro potete visitare il seguente link:
https://www.amazon.it/Cerchi-grano-confutazione-fenomeno-discutibile/dp/8892651161


Inoltre vi proponiamo il link ad un interessante intervista ai maggiori ricercatori internazionali in tema di crop circles svolta da Leonardo Dragoni con la nostra collaborazione (in inglese): http://www.cropfiles.it/interviste/The_Interview.pdf

Infine vi suggeriamo di visionare l'indagine statistica sui crop circles italiani riguardante il quadriennio 2003-2006 svolta con la nostra collaborazione:
http://www.cropfiles.it/articoli/cropstatic.pdf

lunedì 29 maggio 2017

Cerchi nel grano: effimeri e fugaci, eppure immortali.

Di Leonardo Dragoni

Con i suoi 68 esemplari, l’ultima stagione di cerchi nel grano (2016) è stata la più avara dell’ultimo trentennio.
Per coloro che non sapessero di cosa si tratta, i cerchi nel grano (alias pittogrammi, agroglifi, formazioni) sono aree di coltivazione (generalmente grano, ma anche mais, colza, erba) appiattite in modo tale da formare delle figure geometriche (non soltanto cerchi) pienamente apprezzabili solamente dall’alto.
Fino a non molti anni fa, questo fenomeno era considerato un mistero inspiegabile, l’enigma del secolo, la possibile e tangibile dimostrazione della presenza di intelligenze aliene.
Questo mistero è oggi in graduale declino, eppure sopravvive ancora a mille avversità, riproducendosi ogni volta in condizioni proibitive, come un lichene su Marte o un arbusto spontaneo tra gli interstizi dell’asfalto rovente.

Il mistero ha resistito quando il 16 Giugno del 1990 il gruppo ufologico francese “Comité Nord-Est des Groupes Ufologiques” (CNEGU), già presente nell’estate precedente a Cheesefoot Head col nome di Gruppo VECA, aveva realizzato in Francia presso Verdes uno splendido cerchio con doppio anello, circondato da quattro piccoli satelliti perfettamente disposti a croce celtica. Per creare questo pittogramma era stato assunto un esperto di effetti speciali cinematografici, che a sua volta si era avvalso di due collaboratori. Ai tre era stato chiesto di concludere il complesso lavoro in breve tempo, senza lasciare tracce, alla presenza di un notaio e mentre venivano fotografati da un velivolo ad alta quota. L’incaricato entrò così nel campo insieme ai suoi due collaboratori, utilizzando le tramlines (solchi del passaggio dei mezzi agricoli), armato di un rullo da giardiniere, un picchetto, una corda. Il crop circle fu replicato, con le caratteristiche richieste, in una sola ora. Il resoconto di questo articolo sarebbe stato successivamente pubblicato nel Novembre 1990 sulla rivista “Science et Vie” col titolo “La folle storia dei cerchi nel grano”. Splendide fotografie della creazione furono pubblicate anche da Robè sul sito del C.N.E.G.U.

Il mistero ha resistito alle dimostrazioni fornite nel 1991 da due pensionati di Southampton (Douglas Bower e David Chorley), autori di molte di queste formazioni che apparivano nei campi inglesi da circa un decennio. Quando l’esperto nazionale Pat Delgado aveva visitato il crop circle realizzato da Bower e Chorley, aveva dichiarato: “Questa non può in nessun modo essere una bufala. È il miglior momento della mia ricerca”. Alcuni minuti dopo realizzò di essere stato raggirato e telefonò all’amico e collega Colin Andrews: “Siamo stati tutti imbrogliati... Questa cosa distruggerà migliaia di vite”.
Per qualche giorno sembrò tutto finito. Invece no: giusto il tempo di incassare il colpo, metabolizzarlo, e i believers serrarono i ranghi e tornarono alla carica, con l’intento di screditare Bower e Chorley, facendoli apparire come due imbroglioni, che avevano interesse a squalificare e insabbiare l’autentico mistero dei cerchi nel grano.

Il mistero ha resistito anche alla “Crop Circle Making Competition” dell’anno successivo, organizzata da John Michell, Richard e John Adams, e Rupert Sheldrake, grazie anche al finanziamento della “Koestler Foundation” e della rivista tedesca “PM”, e alla co-sponsorizzazione del “The Guardian” e del “The Cereologist”. Lo scopo era proprio mettere un punto sulla possibilità che alcuni artisti dotati di mezzi di lavoro rudimentali, potessero (oppure no) realizzare simili opere.
Durante la notte dell’11 Luglio 1992, presso West Wycombe, nel Buckinghamshire, i concorrenti (da soli o in team), agirono sorvegliati e fotografati da un velivolo che sorvolava la zona. Nel campo di gara potevano accedere soltanto i circlemakers (artisti che realizzano le formazioni) e cinque giudici. Parteciparono, tra gli altri, Adrian Dexter e Jim Schnabel, che negli anni successivi sarebbero diventati circlemakers molto in voga. I risultati furono sorprendenti, e decretarono che era sufficiente un buon ingegno e una strumentazione dozzinale, per realizzare autentici capolavori in poche ore, durante la notte.
Eppure, neanche questa dimostrazione riuscì a incrinare le solide certezze degli ufologi e dei believers, secondo i quali i cerchi nel grano autentici presentavano delle peculiarità e delle alterazioni chimico-fisiche che le altre formazioni (quelle replicate dall’uomo) non potevano possedere.

A dare nuova linfa ai credenti fu l’emergere di un gruppo di ricerca americano noto come “BLT” dalle iniziali dei suoi esponenti: Burke, Levengood, Talbott. Questo gruppo, finanziato anche da Laurence Rockefeller, e capitanato dal biofisico William C. Levengood, produsse negli anni Novanta una incredibile quantità di documenti e di report elaborati su molti campioni di grano prelevati in vari crop circles in giro per il mondo.
Si giunse al culmine della cosiddetta “fase scientifica” del fenomeno dei cerchi nel grano, quando nel 2001 fece scalpore la pubblicazione di un articolo a firma del fisico Eltjo H. Haselhoff, il quale propendeva per l’ipotesi del coinvolgimento di misteriose sfere di luce (una particolare tipologia di UFO) nel processo di creazione dei crop circles.
Sarebbe qui complicato approfondire in poche pagine tutta a documentazione scientifica e parascientifica prodotta in quegli anni dal BLT e da Haselhoff, insieme a tutte le altre ipotesi e teorie avanzate in ordine sparso da ufologi, ricercatori, neofiti e appassionati del fenomeno. Tutto questo viene sviscerato e confutato in ogni dettaglio nel libro “Cerchi nel grano. Tesi e confutazione di un fenomeno discutibile” (YouCanPrint, 2017), da poco uscito in commercio.


Cartaceo: http://www.youcanprint.it/fiction/scienze-sociali-generale/cerchi-nel-grano-tesi-e-confutazione-di-un-fenomeno-discutibile-9788892651166.html

Epub e Pdf: http://www.youcanprint.it/fiction/fiction-fantasy-paranormale/cerchi-nel-grano-tesi-e-confutazione-di-un-fenomeno-discutibile-9788892653481.html

Mobi/Kindle: https://www.amazon.it/dp/B06XNM7MQC/




Diciamo però fin da subito che negli anni seguenti tutto l’impianto probatorio messo in piedi dal BLT e da Haselhoff venne smontato da una importante pubblicazione scientifica (“Balls of Light: The Questionable Science of Crop Circles”) apparsa nel 2005 sul Journal of Scientific Exploration. In questo documento, firmato dal ricercatore italiano Francesco Grassi e dai suoi colleghi Cocheo e Russo, si metteva in evidenza l’inconsistenza della letteratura scientifica sui crop circles fino a quel momento.

Negli anni successivi numerosi circlemakers diedero ulteriori e grandiose dimostrazioni della loro arte, spesso anche di fronte alle telecamere di alcune emittenti televisive.
Eppure attorno ai cerchi nel grano, ancora oggi aleggia un alone di mistero.
Solo pochi giorni fa è uscito sui media americani e in molti siti internet un articolo di Horace Drew, conosciuto da anni nella comunità dei cerchi come “Red Collie”, il quale sostiene che i cerchi nel grano siano dei messaggi da decifrare, lasciati da civiltà aliene e da viaggiatori dello spazio.
Non è però grazie alle bislacche teorie di ufologi imbonitori che questo mistero sopravvive ancora. I motivi per cui non ci si arrende all’evidenza son ben altri, e vanno ricercati nel fascino che queste creature sono in grado di suscitare negli spettatori, nella potente seduzione che ingenerano tra gli astanti e nella platea. Chiunque si sia imbattuto di persona in un crop circle, è stato certamente pervaso da un senso di maestosità, di grandezza e di armonia trasmesso da quel disegno geometrico che viene percepito come qualcosa di vivo. Al suo cospetto si viene investiti da un senso di pace e di sacralità, al punto che si rifiuta una spiegazione profana e meramente razionale.
Questa è, del resto, l’essenza di un’opera d’arte.
Tanto più apprezzabile nella misura in cui è anonima ed effimera, nata ed impressa nella natura. E nella natura sarebbe destinata anche a morire, senza lasciare traccia di sé, se non fosse catturata dagli obiettivi delle macchine fotografiche dei passanti.

Leonardo Dragoni dirige il sito web cropfiles.it dedicato ai cerchi nel grano. Ha pubblicato numerosi articoli sul tema, oltre ai libri: Storia dei cerchi nel grano. Le origini (2013); Storia dei cerchi nel grano. Gli anni Novanta (2016); Cerchi nel grano. Tesi e confutazione di un fenomeno discutibile (2017).

giovedì 1 gennaio 2015

Ritornano gli UFO sul Monte San Vicino

Apprendiamo dal sito Segnidalcielo.it la notizia di un nuovo avvistamento avvenuto il giorno 13/11/2014 nella zona del Monte San Vicino, già teatro di diversi avvistamenti nel recente periodo (vedi Avvistamento del 6 giugno 2014 e Avvistamento del 23 giugno 2014). 
Quest'ultimo avvistamento è documentato da alcune fotografie e da un breve racconto inviato da una collaboratrice del sito. 

Tutti i dettagli sull'avvistamento sono visibili al seguente link: http://www.segnidalcielo.it/marche-italia-ritornano-gli-ufo-sul-monte-san-vicino/

domenica 7 settembre 2014

Convegno: 11° Convegno Ufologico delle Marche

Clicca per ingrandire
Si terrà domenica 21 settembre 2014 a Chiaravalle (AN) l'11° Convegno Ufologico delle Marche organizzato da Mirco Brunelli del CUN (Centro Ufologico Nazionale). Il convegno, dal titolo "L'aviazione di altri pianeti opera tra noi...", vedrà l'intervento di Massimo Angelucci (coordinatore scientifico del CUN) e di Pablo Ayo (scrittore, giornalista e ricercatore).

DATA: domenica, 21 settembre 2014
LUOGO: Chiaravalle (AN), via Fratelli Cervi, 1 - Sala convegni Croce Gialla
ORARIO: dalle 15:30 alle 19:30
INGRESSO: libero